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mercoledì, 26 maggio 2004
Ho bisogno di scrivervi il mio Venerdi 21 maggio 2004
La mattina Come ogni mattina che si rispetti, apro gli occhietti e sento i soliti passerotti che canticchiano beati, ma qualcosa di diverso nell'aria fa si che il torpore, che solitamente mi accompagna per gran parte della mattinata, mi abbandoni in un attimo, quasi violentemente: é il NANO che suona... ALLE 8 DEL MATTINO! Mi rigiro sul letto cercando di credere che sia solo un sogno... no non lo è. Il NANO é fisso sul pianoforte che pesta i tasti come un ossesso. Inutili tutte le mie proteste, decido di lavarmi e vestirmi in fretta e di portarlo fuori, in giro, in qualsiasi posto che non abbia nelle vicinanze un pianoforte, deve arrivare alla prova a mente fresca, il che significa che non deve suonare. Il NANO è nervoso, agitato, sa che quella che l'aspetta oggi alle ore 16 è la più importante e difficile prova della sua giovane vita: il concorso internazionale vocale e strumentale.
Il Viaggio Ore 15 partenza per "culonia" (leggi altra parte della città). Dopo 5 minuti capiamo che Roma oggi non ci aiuterà. Sole e caldo ci accompagnano in questo pellegrinaggio, mancano solo i ceci sotto gli pneumatici. Centro: manifestazione in corso a S. Giovanni; Grande Raccordo Anulare: migliaia di romani che si avviano verso lande lontane e ancora non sanno che passeranno il fine settimana al GRA; Strade extraurbane: migliaia di macchine e basta... non si sa perchè! Cambiamo strada due o tre volte, mi scopro a guardare fuori dal finestrino e pregare che un elicottero ci prenda e ci porti a destinazione. I minuti subito dopo le 16 sono i peggiori. Nessuno parla, qualcuno accenna un sorriso, al massimo un colpo di tosse: è tardi! Il NANO mi scuote il ginocchio o la coscia, come se volesse richiamarmi alla realtà, possibile che ha capito che sto cercando l'elicottero!?!?! Mio figlio è preoccupato, vede sfumare il concorso... nonchè la sanità mentale della mamma.
L'arrivo Ore 16.45 (45 minuti di ritardo): la macchina si ferma davanti al teatro, il NANO ed io schizziamo fuori, mentre gli altri parcheggiano. Si entra nel teatro e a me viene da pensare, e forse lo dico anche: "morituri te salutant!" Occhi inquisitori mi colpiscono così violentemente da farmi venire la nausea, ma ancora peggio mi fa sentire il modo in cui quegli stessi occhi guardano mio figlio: pieni di comprensione. Fanno accomodare il NANO e con modi affabili gli dicono di TRANQUILLIZZARSI e che avrebbe suonato dopo il bambino giapponese.
La prova Il NANO si alza al richiamo del suo nome, si dirige sul palco e firma ( la sua prima firma). Si siede al piano, respira a fatica, trema, ma le manine finalmente si posano sui meravigliosi tasti bianchi e neri e ne esce musica. Il piccolo bastardo la sa lunga... Suona bene e sembra che il teatro giri, sembra che prenda il volo, le persone spariscono... no cazzo sono io! Credo di stare per svenire! Forse ho la pressione a 250 barra 300. Al terzo brano il NANO sbaglia, si ferma: un vuoto di memoria! Cerca gli spartiti, non li trova (li avevo messi io dentro un altro spartito) si rassegna, guarda i tasti fa un gran respiro e ricomincia. E' andata bene, malgrado ME. Torna seduto, sta per scoppiare a piangere, sente che ha sbagliato, sente che non avrebbe dovuto sbagliare, lo rassicura la professoressa: "loro non valutano gli errori che fai per l'emozione, sei stato bravo perchè hai ricominciato e lo hai fatto bene". Poi improvvisamente si volta verso me: "signora ma dove sono gli spartiti?" Non posso fare altro che mentire: "Professoressa, non ne ho la minima idea!"
Il Ritorno a Casa Il mare di macchine che ci aveva accompagnato all'andata è miracolosamente scomparso (brutti bastardi!). Finalmente vediamo tutti un barlume di serenità. Arrivati a casa mandiamo il NANO a divertirsi fino alle 20.30 con il pallone e gli amici. E' finita. Si torna alla normalità quotidiana.
Ore 21.30 Telefono che squilla. Soliti trenta secondi di patteggiamento: vai tu, no vai tu, no ieri sono andata io, non è vero tocca a te... Alla fine risponde L. (che poi sarebbe il padre del NANO e marito della sottoscritta). "Pronto?! -...- Si, signora buonasera. -...- Come?! -...- Ma dice davvero?! -...- NOOOOO! -...- ehehehehehehhehehehehe(leggi risata convulsa)". Poi si rivolge al NANO e a me, come se non ci vedesse: "Nano,... sei arrivato primo!"
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